La digitalizzazione al punto vendita avanza inarrestabile. Che si tratti di menu digitali nella ristorazione, schermi di benvenuto nell'atrio aziendale o display informativi negli hotel – i sistemi di visualizzazione digitale sono strumenti ad alta efficienza per la comunicazione con i clienti. Nella scelta della tecnologia più adatta, tuttavia, un fattore centrale viene spesso trascurato: la protezione dei dati. Molti dei sistemi utilizzati a livello mondiale provengono da fornitori statunitensi. Ciò che in pratica sembra comodo, si rivela spesso una zona grigia legale – o addirittura una violazione diretta – rispetto al Regolamento generale sulla protezione dei dati europeo (GDPR).
Le differenze nella protezione dei dati tra USA ed Europa
Il motivo principale per cui un software statunitense causa spesso problemi nel contesto europeo risiede nelle concezioni giuridiche fondamentalmente diverse in materia di protezione dei dati. Mentre nell'Unione Europea il GDPR tutela come diritto fondamentale il diritto dell'individuo all'autodeterminazione informativa, negli USA vige un approccio commerciale e orientato alla sicurezza nazionale.
Non appena un software di Digital Signage elabora dati – fosse anche solo l'indirizzo IP del dispositivo di visualizzazione, i dati di telemetria o i dati personali al momento dell'accesso al dashboard – devono essere rispettate le severe normative UE.
Alle aziende statunitensi si applicano però leggi nazionali come il FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act) o il CLOUD Act. Queste leggi obbligano i fornitori IT americani a concedere alle autorità statali l'accesso ai dati archiviati, anche quando i server si trovano fisicamente in Europa. Dal punto di vista della normativa europea sulla protezione dei dati, ciò non garantisce un livello di protezione adeguato.